AQUA AURA | ILLUSION-INCLUSION

0 Posted by - May 12, 2015 - Kritika segnala, Recensioni

Il mondo degli gnomi esiste. Aqua Aura l’ha dimostrato.

E’ il mondo degli essere viventi microscopici che sono intorno a noi e dentro di noi, che esistono, si muovono, mutano e ci trasformano. La verità della loro esistenza sorprende ed impressiona, rende possibile l’impossibile, rende vere le favole.

Le nature morte diventano vive, gli essere umani sono composti da caramelle gelatinose, gli acari della polvere sono spaventosi e ci circondano, il ghiaccio vola e si solidifica in forme perfette.

La materia ha una concretezza illusoria che diventa tangibile vista al microscopio.

Nella opere di Aqua Aura c’è il bene e il male, la vita e la morte, il movimento e la staticità, il visibile e l’invisibile.

L’artista dimostra che siamo un tutt’uno con quello che ci circonda, ma percepiamo una infinitesima parte della realtà o dell’illusione di cui siamo composti.

Ornella Dallavalle

 

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BODIES #3 – 2015
Stampa ai pigmenti di carbone su carta cotone.
cm. 105x180x10 tiratura in 3 esemplari.
cm. 70x120x8 tiratura in 3 esemplari.

 
Non so se quello di Aqua Aura sia il mondo degli gnomi. Al di là o oltre a questi, esso potrebbe essere anche un mondo di incubo e inquietudine, bellezza e quiete.

Ma certamente l’universo di discorso di Illusion-Inclusion ruota attorno al visibile e all’invisibile, al percepibile e al non percepibile. In tutti i casi, noi ne siamo i referenti diretti.

E il filosofo francese Maurice Merleau-Ponty, che tanto si occupò d’estetica (no, non quella delle shampiste: l’estetica nel senso della facoltà conoscitiva dei sensi), nel suo celebre mini saggio (di Estetica, appunto) Il visibile e l’invisibile, scrisse una serie di teorizzazioni che, ex post, sembrano calzare a pennello come retroterra concettuale di quest’ultima produzione d’arte di Aqua Aura:

Il senso è invisibile, ma l’invisibile non è il contrario del visibile: il visibile ha esso stesso una membrana di invisibile, e l’in-visibile è la contropartita segreta del visibile

Minimalismo spirituale e corporeità barocca sono le linee direttive lungo le quali si sviluppa l’ultima personale di Aqua Aura a Milano, in questa occasione negli spazi spazi espositivi di Costantini Art Gallery.

Nel corso di questi ultimi tre anni il campo operativo di Aqua Aura è andato progressivamente a definirsi in tre àmbiti: il paesaggio, rappresentato dalla serie Frozen Frames; il ritratto, con la serie Portrait Survivant; la natura morta, rappresentato da Void e la serie inedita intitolata Bodies.

Attraverso questi tre elementi (che, rubando il mestiere e la favella a Erwin Panofsky, potremmo definire iconologici), Aqua Aura ricostruisce e reinventa il mondo in entrambi gli aspetti, il visibile e l’invisibile: Illusion-Inclusion racconta la metafisica, l’in sé del mondo che, diversamente dalla metafisica dechirichiana, viene affrontato nel duplice approccio minimalista (il canto del vuoto) e barocco (il canto della totale fisicità).

In questo senso la metafisica di Aqua Aura viene dunque a essere di carattere biunivoco, perché essa sintetizza l’esistente percepibile sia nello spazio del visibile che in quello dell’invisibile: inclusione e illusione.

Insomma, qui siamo davanti a (una delle) dispute metafisiche per eccellenza: la tal cosa continua a esistere anche quando io smetto di guardarla? O anche: essa esiste anche se non la posso percepire?

La documentazione specialistica scientifica ci rende edotti di un microscopico compendio dell’in-visibile esistente, l’infinitamente piccolo dentro e attorno a noi che ci dà la consapevolezza di una….realtà aumentata [sì, proprio quella: l’augmented reality (anche) delle vostre app dei vostri iPhone, Android et cetera] rispetto alla finitudine dei nostri sensi.

Così Illusion-Inclusion sintetizza, come già si è detto, visibile e invisibile, finito e infinito, micro e macro: epitome di questo “compendio” organico è l’opera Eternity, sorta di deleuziana macchina metafisica in cui il globulo rosso simbolo della nostra finitezza viene proiettato nell’infinito del tempo e dello spazio.

In mostra da Costantini Art Gallery vedrete dunque paesaggi fittizi ma reali, con differenti livelli d’immagine e ulteriori immagini desunte dalla documentazione di carattere scientifico, che rappresentano il vero e proprio nucleo portante dell’intera serie Illusion-Inclusion.

Una nota, “last but not least”. Le singole opere hanno tutte come titolo Bodies: le profondità sono infatti enfatizzate dall’uso di luci particolarmente sature che evocano una sensazione di tridimensionalità, di corporeità, al punto che le superfici ricordano la texture del velluto o del derma.
 

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