FILIPPO ARMELLIN. LAND CYCLES

0 Posted by - March 29, 2013 - Recensioni

Land Cycles: spazi fatti di terra, cieli e mari dagli sconfinati orizzonti, luoghi oltre il tempo che trasudano di tensione verso l’assoluto.

Filippo Armellin (1982, vive e lavora a Milano), introverso, riflessivo, crepuscolare, irriducibilmente romantico, nel mare magnum della precarietà e della vulnerabilità di una generazione globalizzata, multiculturale e pericolosamente incline alla spersonalizzazione si rifugia nell’immaginare un’altritudine. E in quest’epoca di pazzi (cantava Franco Battiato negli anni Ottanta) lui sogna evasioni misteriose permeate di spiritualità.

Dopo aver frequentato lo IUAV di Venezia si è trasferito per due anni a Roma e ha lavorato al fianco di Joseph Kosuth, assimilando le premesse dell’arte come filosofia del linguaggio teorizzate dal maestro concettuale. Nel 2010 a Milano ha frequentato l’istituto di formazione Bauer e da allora non ha più smesso di sperimentare con fotografie digitali sofisticate e spazi definiti dalla luce per conquistare “vette” mentali. Filippo Armellin si rifugia in un vedutismo desertico e con il suo lavoro sorprende la sua generazione e gli spiritualisti di ogni età, prendendo le distanze dal caravanserraglio di mode varie e remix improbabili tra pittura e fotografia. I suoi landscapes si materializzano in paesaggi simbolici solitari e silenti, dove l’umanità è assente e la natura regna sovrana. I suoi enigmatici paesaggi esistono solamente all’interno di immagini che rappresentano spianate, montagne, deserti, mari e cieli che prima vengono costruiti in cartapesta e poi fotografati con rigorosi tagli di luce e inquadrature che teatralizzano questi luoghi dell’immensità.

Montagne dai toni rossi, gradazioni di marroni, gialli di deserti immaginifici, suoli terrestri che ricordano i cretti di Burri e nitidi orizzonti tra terra e cielo mozzafiato che sezionano lo spazio, in bilico tra oggettività fotografica e finzione: queste vedute sarebbero piaciute a Caspar David Friedrich e al circolo weimariano degli Amici dell’Arte di Goethe e Schiller. Qui l’enigma è il protagonista assoluto. Land Cycles è una serie che opera sui sensi: squarci di luce e immensità spaziotemporali che sarebbe bello veder stampate in grandi dimensioni per provocare la vertigine di sfidare il tempo una volta arrivati lì, dove Filippo Armellin ci conduce, sulla cima e oltre il mondo.

Filippo Armellin | Land Cycles

The Flat Massimo Carasi
via Paolo Frisi 3, Milano
carasi-massimo@libero.it
www.carasi.it

No comments

Leave a reply