ROBERT DOISNEAU. PARIS EN LIBERTE’

0 Posted by - March 11, 2013 - Recensioni

Lo Spazio Oberdan di Milano ha presentato una rassegna antologica che raccoglie duecentotrenta scatti di Robert Doisneau (Gentilly,1912; Montrouge 1994),

dal titolo Paris en Libertè, realizzati in sessant’anni di lavoro (1934-1991) durante le sue passeggiate nel cuore della città più snob d’Europa.

Robert Doisneau, cultore del bianco e nero, della ricerca di equilibri formali tra vuoti e pieni, luci e ombre, chiari e scuri, taglio e prospettiva, ha trasformato il vagare senza meta nella città in un’esperienza estetica, dove tutto è paesaggio: strade, quartieri, mercati, piazze, brasserie, botteghe. Vissuto a Montrouge, nella periferia parigina, Robert Doisneau ebbe come Maestro Eugène Atget, il primo fotografo che percorse le periferie di Parigi con l’intento di coglierne tranche de vie e l’esprit della Ville Lumière.

Doisneau e Parigi sono speculari: l’uno comprende l’altra. Tale osmotica simbiosi è documenta da 450.000 negativi, numerati e classificati, che compongono l’Atelier Doisneau, l’archivio fondato dalle figlie Annette e Francine. La Parigi che fu vive nelle sue immagini affascinanti, con i suoi tipici bistrot, gli atelier di moda e le gallerie d’arte, i mercati, i giardini, la Senna, i ponti e soprattutto i parigini, perché una città è fatta dagli abitanti che la vivono.

Doisneau affascina perché ha usato la sua città, dove tutto è movimento, come uno sfondo, togliendo quella patina aristocratica che l’avvolge per celebrarne la vita quotidiana.

Tra uno scatto e l’altro, fra cui il celebre Bacio dell’Hotel de Ville, la foto degli innamorati messi in posa dall’autore per un servizio della rivista americana Life, avrete l’impressione di tornare indietro nel tempo: vi sembrerà di vivere in un film di Marcel Carnè in bianco e nero, qualcuno avrà l’impressione di udire, come sottofondo ideale, le canzoni di Édith Piaf, di Jacques Brel e di altri chansonnier francesi. Camminerete tra clochard, artigiani, bambini, gendarmi, anziani che leggono il giornale ai giardini, modelle nude per la selezione del Concert Mayol, gli interni di bistrot con tipi strani, come quello che sorseggia un cognac con un falco sulle spalla , tra i caffè affollati di gente di Saint Germain des Prés: il distretto di artisti, intellettuali, musicisti. E vi piacerà la fotografia dei due operai che per spostare una scultura di Maillol fanno leva sui seni, o quella in cui un piccione si adagia su una statua virile – proprio lì – coi molti bagnanti lungo la Senna, i ragazzi sul Pont d’Iéna ai piedi della torre Eiffel, tra schiamazzi, innamorati della vita, con un giovane tuffatore che ricorda quello in volo affrescato nella Tomba a Paestum. E poi le acrobazie di monelli sui pattini a rotelle, un prete distratto che calpesta un angelo disegnato sul marciapiede, ragazze che fanno volteggiare le sottane e lasciano intravedere polpacci torniti e signore mentre portano a spasso il cane.

Robert Doisneau, di spirito inguaribilmente anarchico, nel 1934 fotografo ufficiale delle officine Renault di Bilancourt, licenziato dopo cinque anni di collaborazione per assenteismo, una “simpatica canaglia” che rifiutò la routine considerando molto più divertente “flaneggiare” fra la gente a Parigi, piace a tutti: perché? Perché rappresenta la “gente comune” e ne immortala i piccoli gesti: è un fotografo umanista, leggero come le poesie di Jacques Prevert, dal realismo poetico, appassionato della verità quotidiana, cronista per immagini della joie de vivre che col passare del tempo diventa storia, memoria, opera d’arte attraverso la fotografia.

 

Robert Doisneau | Paris en Libertè

Spazio Oberdan
viale Vittorio Veneto 2, Milano
www.doisneaumilano.it

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