SUBLIMATE SUBLIME SUBLIMINAL

0 Posted by - March 11, 2013 - Recensioni

L’idea della bellezza naturale come ispirazione artistica è una semplificazione pericolosa
E.H. Gombrich

Sublimate, Sublime, Subliminal (Sublimare, Sublime, Subliminale) tratta della trasformazione della visione tradizionale della figura nel paesaggio. Il titolo della mostra è carico di connotazioni filosofiche e psicoanalitiche.L’artista e curatore Alan Rankle (1952, vive e lavora a Copenaghen e St. Leonards-on-Sea, Sussex, UK) propone questa mostra per staccarsi radicalmente dalle nozioni tradizionali di arte paesaggistica, spostando la nostra associazione con l’ambiente interno della memoria e le costruzioni sociali esterne in cui viviamo.

La mostra presenta diciotto artisti internazionali, in due diversi spazi espositivi, producendo una misteriosa distorsione nella nostra percezione dell’opera d’arte e “piegando” i nostri sensi alle restrizioni spaziali. Il Lloyd’s Club, un edificio georgiano nel cuore della City di Londra, è stato trasformato in un museo organizzato su tre piani, dove ogni spazio espositivo sembra intimamanete connesso all’altro.

Nicola Samori - Eufemia

Nicola Samori – Eufemia – 2011 – oils on wood

La fotografia di Astrid Kruse Jensen (1975, vive e lavora a Copenaghen) è rasserenante e solitaria. She was Looking for Herself rappresenta una donna in rosso che dalla fine di un molo guarda in un abisso nero come l’inchiostro, accentuato da una luna solitaria. La produzione artistica di Jensen attira con una composizione meravigliosamente semplicistica, mentre una sensazione di intensa energia emana dai dipinti di Nicola Samorì (1977, vive e lavora a Bagnocavallo, Ravenna). Ispirati all’arte barocca olandese e italiana, i suoi soggetti preferiti sono le crocifissioni, i santi, le nature morte, i paesaggi e i ritratti. Lo spettatore viene così lasciato con l’orribile sensazione di trovarsi al seguito di una grande distruzione.

L’Underdog Gallery, all’inizio della modaiola Bermondsey Street nel sud di Londra, dà spazio a installazioni più grandi. Restless di Stephanie Donsø (1978, vive e lavora a Copenaghen) è un letto di rametti in cui nessuno potrebbe mai dormire. Questa scultura site specific provoca sensazioni di ansietà, trepidazione e rifiuto del riposo. Collocata nel mezzo della galleria, costringe lo spettatore a riposizionarsi fisicamente e mette in discussione il suo coinvolgimento nello spazio. Rotor di Eva Schlegel (1960, vive e lavora a Vienna), l’elica di un aeroplano, è posta in fondo all’Underdog Gallery creando una suggestione di pericolo. Il ronzare delle pale combinato con le proiezioni di testi spiraleggianti, parole arbitrarie e immagini frammentate provoca inevitabilemente una sensazione di ansietà e angoscia.

L’artista finlandese Petri Ala Maunus (1970, vive e lavora a Tampere, Finlandia) raccoglie oggeti buttati via dalla nostra cultura usa e getta. Il mozzafiato Ikea Paradise raffigura un’età dell’oro dipinta su queste superfici squallide e rovinate fatte di detriti di cartone, mentre i paesaggi romantici di Maunus e i dipinti e le stampe, incredibilmente belli e edonisticamente sensuali, di Bent Holstein (1942, vive e lavora a Copenaghen) conducono a una riconsiderazione di ciò che è familiare.

I dipinti di Alan Rankle celebrano la tradizione dell’arte paesaggistica e sono forse il riferimento più esplicito al Sublime. Rievocando la Rückenfigur di Caspar David Friedrich, Rankle ne segue la tradizione, allo stesso tempo sovvertendo la nozione stesa di figura. Invece di dipingere la figura nel paesaggio, lo spettatore diventa la figura, cambiando radicalmente la nostra visione e le nostre associazioni con il dipinto paesaggistico. L’interesse di Kirsten Reynolds (1968, vive e lavora a Londra e St. Leonards-on-Sea, Sussex, UK) per la figura nel paesaggio e nel dipinto classico viene portata ad un livello innovative: la fotografia Dark Energy squarcia il paesaggio naturale con una luce eterea e la Rückenfigur prende la forma dell’artista nascosto.

Nell’arte paesaggistica lo sguardo dello spettatore non è innocente. Alla fine Sublimate, Sublime, Subliminal chiede allo spettatore di considerare il modo in cui il proprio atteggiamento ha un ruolo essenziale nel trasformare il potere dell’arte: la mostra cerca di rivelare il mistero della nostra percezione spaziale e della nostra relazione con l’ambiente interno ed esterno.

Sublimate, Sublime, Subliminal | international group show in two London venues

THE LLOYDS CLUB
42 Crutched Friars, LONDON EC3N 2AP
UNDERDOG GALLERY
Arch 6, Crucifix Lane, LONDON SE1 3JW

 

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